

129. Espansione economica e potenziamento militare in Giappone.

Da: W. G. Beasley, Storia del Giappone moderno, Einaudi, Torino,
1975.
Nel seguente brano lo storico contemporaneo inglese William George
Beasley, analizza il processo di modernizzazione del Giappone,
specialmente per quello che concerne il potenziamento militare.
Grazie alle riforme attuate in seno alle forze armate ed al
contemporaneo sviluppo economico, i giapponesi furono in grado, al
volgere del Novecento, di fabbricare in proprio armi moderne e di
costruire una parte della flotta. Questo rapido progresso consent
loro di avviare un programma imperialistico e colonialistico nei
confronti del continente asiatico, prima battendo la Cina sul suo
stesso territorio, poi sconfiggendo, nel 1905, l'esercito russo,
che era attestato nella base navale cinese di Port Arthur.


Il 1 gennaio 1873 entr in vigore in Giappone un nuovo
calendario, quello gregoriano in uso nell'Europa occidentale, che
sostitu il calendario lunare derivato originariamente dalla Cina.
Il mutamento si ripercosse su molte consuetudini familiari. Le
ricorrenze delle feste, l'inizio delle quattro stagioni e
dell'anno nuovo, ora cadevano in giorni diversi. L'agricoltore
dovette adottare nuovi termini per indicare le epoche della semina
e del raccolto, il mercante per l'esazione dei suoi debiti, il
prete per le sue cerimonie. Quantunque molti preferissero
continuare a usare l'antico sistema a fianco di quello nuovo, la
decisione ebbe ripercussioni profonde in tutta la vita del
Giappone. Nello stesso tempo esso apparve come il simbolo di un
nuovo aspetto della politica governativa, della sua determinazione
di abbandonare la tradizione per la modernit, la Cina per
l'Occidente, almeno in quei settori da cui dipendeva la
costruzione di uno Stato potente e rispettato. Non si trattava di
una politica totalmente nuova n come concezione n come metodo,
ma i capi del Meiji [denominazione dell'era dell'imperatore
Mutsuhito, il cui lungo regno, durato dal 1868 al 1912, coincise
con l'epoca della modernizzazione] le conferirono un'ampiezza e un
impulso tali da rivoluzionare la societ. Di fatto, nel 1904
avevano trasformato un Giappone arretrato e in gran parte feudale
in uno Stato in grado di vincere una guerra moderna, risultato,
questo, che suscit l'invidia di tutta l'Asia.
In parte le basi di tale rivolgimento erano state gettate prima
della restaurazione. Gli studiosi giapponesi per molte generazioni
avevano guardato all'Occidente, specialmente alla sua scienza
militare, e dopo l'arrivo di Perry [Matthew Calbraith Perry,
ammiraglio nordamericano che nel 1854 costrinse con la forza i
giapponesi ad aprirsi al commercio] i loro sforzi avevano ottenuto
un appoggio ufficiale. Nel 1855 il consiglio dei Tokugawa
[famiglia che aveva rivestito la carica dello shogunato fin dagli
inizi del Seicento] aveva istituito un ufficio per la traduzione
di libri stranieri. Nel 1860 invit per la prima volta i giovani a
studiare all'estero, aggregandoli a una missione diplomatica per
gli Stati Uniti; il loro esempio fu seguito, ogni qualvolta se ne
present l'opportunit, da altri grandi feudi, quantunque questi a
volte siano stati costretti a farlo illegalmente e quindi in
segreto. Ben presto la curiosit naturale estese il proprio campo
d'interesse, includendovi la geografia, la politica, l'economia e
molte altre cose, cosicch nel 1868 il Giappone disponeva gi di
un gruppo di uomini ormai familiarizzati con la cultura e le
tecniche dell'Occidente. Altri avevano acquisito tale esperienza
in patria, poich dirigevano le fabbriche di tipo occidentale che
erano state impiantate in diversi luoghi [...] o perch avevano
imparato a navigare e a guidare le navi a vapore acquistate dai
loro signori feudali. Fu l'esistenza di questi uomini, giovani in
maggioranza, a rendere possibile l'opera di modernizzazione.
Di pari importanza furono le capacit di guida dimostrate dal
governo Meiji. Come abbiamo visto, i suoi membri, convinti che il
loro paese corresse il pericolo di essere aggredito dall'estero,
ritenevano che l'unica salvezza consistesse in un governo forte e
in una macchina militare efficiente. Perci il compito al quale
tutte le altre esigenze furono subordinate fu di conquistare
rapidamente l'una e l'altra cosa. Pertanto, non si permise che le
idee di benessere sociale distogliessero la politica dalle mete
prescelte, e fu annientata l'opposizione che metteva in pericolo
tali mete. In ci,  vero, sostenne un certo ruolo l'ambizione
politica e personale, ma non fu tuttavia il ruolo determinante:
gli oligarchi, come dimostrano le loro relazioni, erano
altrettanto patrioti che politici. Seppero essere patrioti con un
distacco straordinario, con una durezza nel sacrificare il
pittoresco all'efficienza che offese a quel tempo i
tradizionalisti e fu oggetto di critiche anche dopo. [...]
Altrettanto utilitaristico fu il modo con cui considerarono i fili
del telegrafo, le linee ferroviarie e le ciminiere delle
fabbriche, per quanto si ritenesse che potessero danneggiare la
bellezza del paesaggio giapponese.
Nei calcoli del regime, la politica aveva il primo posto, perch
da essa tutto il resto dipendeva. Per questo le prime riforme come
l'abolizione del feudalesimo, i nuovi metodi di tassazione,
perfino il miglioramento delle comunicazioni per opera del
ministero dei Lavori pubblici tra il 1871 e il 1873 furono volti
ad accrescere l'autorit del governo. Anche altri aspetti della
loro opera di rimodernamento ebbero una funzione politica. Per
esempio, l'esercito di coscrizione forn una forza fedele e capace
di domare i fermenti di rivolta in patria. [...] Fu impiegato
altres per porre fine alle rivolte contadine che avevano
sconvolto il Giappone per oltre un secolo, e in seguito divenne
anche uno strumento per istruire moltissimi giovani sui loro
doveri verso uno Stato autoritario.
Ma nel complesso, il ruolo principale dell'esercito doveva essere
quello di difendere il Giappone contro possibili aggressioni
nemiche. Gi nell'ultimo periodo Tokugawa i signori feudali
avevano fatto il possibile per prepararsi a tale evenienza; il
nuovo governo eredit quindi alcune efficaci istituzioni militari,
numerosi specialisti di artiglieria e navali e un'ampia conoscenza
delle tecniche militari occidentali. [...].
Nel 1878 fu realizzata una riorganizzazione dell'amministrazione
militare su modello tedesco, comprendente la creazione di uno
stato maggiore; l'anno successivo si aument il periodo di
servizio dei coscritti nella riserva e lo si prolung nuovamente
nel 1883, fino a raggiungere un totale di dodici anni di servizio,
di cui tre sotto le armi. Ci forn un contingente di 73.000
uomini in tempo di pace e una forza complessiva di altri 200.000
uomini per il tempo di guerra; dal 1894 tale forza fu equipaggiata
con fucili e artiglierie moderni, in maggioranza di fabbricazione
giapponese. Nel decennio successivo al 1883 fu inaugurata anche
una scuola militare; si giunse a una maggiore specializzazione
delle funzioni (fanteria, artiglieria, genio, sussistenza), a un
miglioramento dei metodi di addestramento e a un notevole aumento
del bilancio militare.
Anche la marina partecip a questo processo di espansione,
quantunque il suo sviluppo dipendesse maggiormente dagli aiuti
esteri. [...] Allo scoppio della guerra con la Cina, nel 1894, la
flotta comprendeva ventotto navi moderne per un totale di 57.000
tonnellate, pi ventiquattro torpediniere. A quel tempo, i porti
militari erano sufficientemente attrezzati per le riparazioni e la
manutenzione, mentre l'addestramento era pienamente aggiornato.
Fatto ancor pi importante, il Giappone era ormai in grado di
costruire torpedini e fucili a ripetizione.
Tutto ci  una dimostrazione della grande importanza attribuita
al settore militare dalla politica governativa, confermata dal
fatto che alla fine di questo periodo un terzo del bilancio
nazionale era speso per l'esercito e la marina. L'industria
bellica era rigorosamente controllata dallo Stato come pure altre
installazioni di utilit militare, quali il telegrafo. La rete
telefonica, introdotta per uso pubblico nel 1890, divenne un
monopolio statale, mentre le ferrovie, di cui circa il 30 per
cento era stato costruito dallo Stato, furono nazionalizzate nel
1906, per garantire loro uno sviluppo adeguato ai fini strategici.
In altre parole,  evidente che molte fasi del processo di
modernizzazione ebbero alla base considerazioni di carattere
militare.
Tale processo, tuttavia, non fu affatto limitato ai settori
politici e militari, ma si estese al diritto, all'istruzione,
all'economia, influenzando infine quasi tutti i campi della
societ giapponese. E' appunto la vastit dell'opera di riforma
che giustifica il termine di modernizzazione applicato ad essa.
Anche la Cina, dopotutto, aveva adottato nel secolo diciannovesimo
qualcosa dei metodi militari occidentali e aveva imparato a usare
il telegrafo e la ferrovia; ma non per questo i Cinesi avevano
rivoluzionato il loro modo di vivere. Se ci avvenne invece per i
Giapponesi, fu largamente dovuto alla prontezza dei loro dirigenti
a operare riforme radicali e fondamentali in ogni campo. Per
raggiungere questi scopi dovevano quindi essere insieme fantasiosi
e crudeli.
